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Focus



Giugno 2010

Lignano, i vincitori del premio Hemingway 2010

I vincitori: Camilla Baresani, Massimo Franco, Gerardo Greco, Vincenzo Paglia e Franco Scaglia.

Massimo Franco per il giornalismo della carta stampata e Gerardo Greco per quello televisivo, Camilla Baresani per la sezione narrativa, mons. Vincenzo Paglia e Franco Scaglia per la saggistica: sono i vincitori della 26ma edizione del Premio Ernest Hemingway Lignano Sabbiadoro. A questi riconoscimenti si aggiungono il Premio Speciale Città di Lignano conferito all’attore Max Giusti e il Premio Hemingway Lignano Europa assegnato al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli.

Il Premio Ernest Hemingway Lignano Sabbiadoro è organizzato dalla Città con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e l’importante sostegno del main sponsor Sparkasse. La giuria, presieduta dal Sindaco Silvano Delzotto e guidata dal direttore di Rai Uno Mauro Mazza, composta inoltre da Luigi Mattei, dall’assessore regionale alle attività produttive Luca Ciriani, dal presidente dell’associazione Lignano in Fiore Massimo De Lotto e dai giornalisti Pierluigi Battista del Corriere della Sera, Andrea Filippi del Messaggero Veneto, Luisa Ciuni del Quotidiano Nazionale, Silvino Gonzato de L’Arena, Giovanni Lugaresi de Il Gazzettino, Rosanna Vacalebre de L’Avvenire, ha raggiunto un verdetto che, nel solco di una lunga tradizione, premia personaggi di grande spessore e rilievo.

Camilla Baresani vince con il romanzo Un’estate fa (Bompiani, 2010) e la storia d’amore fra Erica e Arnaldo ai quali si affianca da subito la città di Roma, descritta come da tempo non accadeva. Non solo la Roma dei tramonti indimenticabili, ma anche e soprattutto quella cosmopolita dei riccastri e degli intellettuali. La scrittrice esordì nella narrativa nel 2000 con il romanzo Il plagio (Bompiani), seguito da Sbadatamente ho fatto l’amore (Mondadori, 2002). Nel 2003 il saggio Il piacere tra le righe, nel 2005 il romanzo L’imperfezione dell’amore, entrambi usciti per i tipi di Bompiani. Collabora con Sette, settimanale de Il Corriere della Sera e con Il Sole 24 Ore per cui firma due rubriche mensili.

In cerca dell’anima (Piemme, 2010) è l’intenso libro-dialogo tra il vescovo Vincenzo Paglia e Franco Scaglia in cui uno scrittore cattolico e un vescovo, consigliere spirituale della Comunità di Sant'Egidio, s'incontrano in un libro conversazione sui temi salienti del nostro vivere qui, oggi, in Italia. Un libro che invita a pensare, per capire dove stiamo andando e per ritrovare quell'anima che, come dice Paglia, in quanto collettività sembriamo aver perso. Una ricerca del senso perduto attraverso un’analisi che affronta i problemi con l’intelligenza e la fede che non è né cattolica né laica, semplicemente è fede tout-court.

Notista, commentatore e inviato politico del Corriere della Sera, Massimo Franco vince l’Hemingway per la capacità di sintesi unita a grande precisione ed esattezza nel reperimento e nella verifica delle notizie. Il giornalista è arrivato al Corriere dopo aver scritto per Avvenire, Il Giorno e Panorama. Saggista di fama, collabora con Rai Radio 3, LA 7 e Rai Tre. Suoi articoli e analisi sono apparsi sulla rivista di geopolitica Limes, sulla rivista francese Etudes, sul periodico britannico dell’IISS Survival e sul quotidiano statunitense Los Angeles Times. Ha pubblicato saggi fra cui il celebre Andreotti visto da vicino uscito nel 1989 (Mondadori), Tutti a casa. Il crepuscolo di mamma DC (Mondadori, 1993), Hammamet (Mondadori, 1995), Il re della Repubblica (Baldini&Castoldi, 1997). Si è interessato di intrighi internazionali nei volumi Polvere di spie. Intelligence, misteri ed errori nella caccia a Bin Laden (Baldini & Castoldi, 2002) e in Imperi paralleli. Vaticano e Stati Uniti: due secoli di alleanza e conflitto 1788-2005 (Mondadori, 2005) tradotto e pubblicato negli Stati Uniti nel 2009.

Inviato a New York nelle settimane successive all’attentato dell’11 settembre 2001, Gerardo Greco da cronista del Giornale Radio è divenuto presto uno dei corrispondenti della Rai dalla Grande Mela affermandosi negli anni per l’inconfondibile stile delle sue cronache dagli Stati Uniti per i telegiornali Rai. Ha raccontato l’America all’Italia, la guerra al terrorismo, la travagliata presidenza Bush, la svolta epocale dell’avvento di Obama alla Casa Bianca, la vita americana negli anni cruciali di inizio millennio. Nel settembre 2008 ha seguito la grande crisi di Wall Street. Lo scorso anno ha pubblicato il libro Good Morning America (Sperling&Kupfer, 2009) un viaggio negli Stati Uniti, tra la nuova presidenza e la nuova recessione. Con il suo lavoro da New York cerca ogni giorno di narrare un Paese complesso e affascinante oltre gli stereotipi.

Max Giusti è uno dei personaggi più amati dal pubblico della nuova generazione dei volti televisivi. Egli deve la sua popolarità alle caratterizzazioni di Maradona e Gaucci, Lotito e Malgioglio, Sarkozy e Albano, Mastella e Kabir Bedi. Dopo l’esperienza su RaiDue a fianco di Simona Ventura è approdato a RaiUno per condurre il programma “dei pacchi” con grande simpatia e carica umana. Al successo televisivo nel settore intrattenimento Giusti ha affiancato un lungo percorso di attore teatrale e di attore in film, musical e fiction in cui ha sperimentato ruoli comici così come drammatici.

Il Generale Leonardo Gallitelli è diventato Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri lo scorso giugno, dopo una carriera interamente vissuta nell’Arma, nella quale si è distinto per l’opera di contrasto al terrorismo e ai sequestri di persona. Il premio al Generale Gallitelli giunge come riconoscimento per la guida autorevole dell’Arma, istituzione tra le più apprezzate dagli italiani.

Sloveno di Trieste, nato quando ancora esisteva l’impero austro-ungarico, Boris Pahor, classe 1913, è una delle voci più alte della cultura di frontiera. Testimone e protagonista a un tempo della tormentata e spesso drammatica realtà degli sloveni sotto il fascismo, prima, sotto il comunismo, poi, Pahor ha vissuto anche l’esperienza della guerra indossando l’uniforme dell’esercito italiano, e quindi della prigione tedesca. La sua è una ricca biografia, che parla di antifascismo, di “associazionismo cattolico e non-comunista sloveno”, con un maestro di vita e di letteratura quale è stato Edvard Kocbek.
La sua opera più nota è il romanzo autobiografico sulla sua prigionia: Necropoli. I suoi libri sono stati tradotti e pubblicati in italiano da diverse case editrici: Studio Tesi, Consorzio Culturale del Monfalconese, Fazi, Rizzoli, Zandonai. Vincitore di concorsi letterari, fra i quali il Premio Internazionale Viareggio-Versilia, ha collaborato e collabora a vari giornali e riviste fra i quali La Repubblica e Il Piccolo, anche con reportage di viaggio.

La Fondazione Francesca Rava, guidata da Maria Vittoria Rava, viene premiata per il lungo e faticoso lavoro da anni svolto a limitare, contenere e, possibilmente, sconfiggere i drammi dell’infanzia povera e abbandonata o travolta da improvvisi disastri naturali come nel caso di Haiti, in una sintonia di ideali nella quale la onlus Lignano in Fiore si identifica con profonda condivisione. Fra l’operato della Fondazione Francesca Rava ricordiamo l’impegno nell’apertura di ospedali proprio ad Haiti, impegno profuso in tutte le maniere nel corso della recente catastrofe naturale, il programma Ninnaò che mira a dotare ogni ospedale di culle termiche dove le donne in difficoltà possono lasciare i neonati in mani sicure, anziché abbandonarli a un destino quasi sempre fatale, oltre che il quotidiano impegno in favore dei minori svantaggiati in Italia e nel mondo.

Ufficio stampa a cura di Carter&Bennett